L’11 marzo COVID-19 viene valutato come pandemia dall’Organizzazione Mondiale della sanità; parola da non usare con leggerezza o disattenzione come sottolineato dal direttore generale dell’OMS nella stessa conferenza. Ad oggi, sono più di 152.000 i morti confermati nel mondo e i contagiati superano i 2 milioni. Questi dati, aggiornati alle ore 9.00 di stamane, rispecchiano una dura realtà.

Ma la situazione è davvero la stessa dovunque nel mondo?

Europa

L’Europa conta più di 1 milione di casi confermati, ma oggi entra ufficialmente nella fase 2 con alcuni dei suoi maggiori Paesi. In Germania riaprono i negozi con una superficie inferiore agli 800 metri quadri e, a prescindere dalle loro dimensioni, tutte le librerie e concessionarie d’auto. I primi studenti si preparano al rientro a scuola, che avverrà secondo tempistiche diverse nei vari Land. Anche in Norvegia le scuole materne riaprono mentre si attende la fine del mese per le elementari. In Danimarca, oltre alla riapertura delle scuole fino al quinto anno di età, è la volta di parrucchieri, dentisti e fisioterapisti. In Svezia i negozi non sono mai stati costretti a chiudere ma molti ristoranti e bar hanno deciso di farlo ugualmente. In Spagna, il premier Pedro Sánchez si prepara a chiedere l’estensione del lockdown fino all’11 maggio.

Primi cinque Paesi per trasmissione locale in Europa (dati aggiornati al 19 aprile):

  • Spagna – 191.726 casi
  • Italia – 178.972 casi
  • Germania – 139.897 casi
  • Regno Unito – 114.217 casi
  • Francia – 111.821 casi
Europa - Italia Tutto Bene

Cina

La Cina conta approssimativamente 84 mila casi, confermati clinicamente e in laboratorio. Il Paese è stato attaccato diverse volte dal presidente statunitense Donald Trump che ha minacciato di inviare una commissione per indagare sull’origine della pandemia da coronavirus. “Se la Cina si è resa intenzionalmente responsabile della diffusione del virus dovrebbe pagarne le conseguenze. Se invece è stato un errore è diverso”, ha concluso ieri il presidente. Mentre l’Australia mette in dubbio la trasparenza cinese nella gestione dell’epidemia, arriva la risposta da Pechino dove il portavoce del Ministero degli Esteri invita a comprendere che il vero nemico è il COVID-19 e non la Cina. Inoltre, il direttore del laboratorio dell’Istituto di virologia di Whuan ribadisce che nessun ricercatore si è infettato, negando nuovamente la loro colpevolezza.

America

Nonostante i numeri dei morti rimangano alti (nelle ultime 24 ore si sono registrati 2000 decessi), il presidente Donald Trump si mostra fiducioso e ottimista sottolineando la complessità degli americani guariti. Sono diverse le manifestazioni contro il lockdown che hanno visto centinaia di persone radunarsi a Denver (Colorado), a Nashville (Tennessee) ed ancora ad Austin e Indianapolis. Ma nella capitale dello stato di Washington è stata organizzata la protesta più numerosa che ha contato 2500 presenze inneggianti alla riapertura. Nel frattempo, diventano virali alcune immagini scattate sulle spiagge della Florida, dove centinaia di persone si sono ammassate nel weekend.

Nello specifico (dati aggiornati al 19 aprile):

  • Stati Uniti – 695.353 casi
  • Canada – 32.400 casi
  • Messico – 6.875 casi