Francesco Bonazzi, bartender del Mag Cafè e del Backdoor a Milano, torinese, amante e purista del vermouth, mi ha guidata nella creazione di un cocktail pazzesco da realizzare a casa con strumenti che tutti possono avere.

Il Mag lo conosce praticamente chiunque: se siete passati a Milano almeno una volta nella vostra vita sarete sicuramente andati sui Navigli, e di conseguenza sarete stati travolti dalla folla che si riversa verso le sue porte fuggendo dai terribili buffet che lo precedono.

I Milanesi lo frequentano dal post lavoro il mercoledì sera, all’affollatissima bevuta del venerdì e perché no quella pomeridiana della domenica. Non esiste davvero una fascia oraria al Mag, né per i Milanesi né per i turisti che cascasse il mondo arriveranno sempre prima di te a occupare il tuo tavolo preferito.

La bellissima confusione che regna dentro questo locale è una delle prime cose che notano tutti (bici volanti, una parete decorata da cassetti ricolmi di oggettistica del mondo drink-retrò, bambole e uccellini assolutamente fuori dal mondo), seguita dalla danza dei protagonisti che praticamente si sdoppiano dietro al bancone dando spettacolo quasi pirotecnico con i loro shaker, tumblr e pezzi di ghiaccio che volano. Io lo trovo un posto mistico, poetico, al limite della realtà. Te lo godi davvero solo prima delle 18:00, quando riesci a sederti al bancone e sentire quello che hanno da raccontare i barman, come Flavio Angiolillo (l’anima fondante) e Francesco Bonazzi, la mente di questo buonissimo cocktail che sto per raccontarvi.

Ve lo assicuro, questo è uno di quei bar in cui appena entri sai che puoi affidarti ciecamente alle mani esperte del bartender e lasciarti scivolare sulla sedia, perdendo il senso del tempo, a un tiro di schioppo dal Naviglio. È un luogo senza tempo, dall’anima calda e avvolgente, tanto che non ne riesci mai ad uscire dritto.

Francesco Bonazzi

Il cocktail del venerdì: L’alchimia di Bonazzi

Quando sono venuta a sapere da Flavio del nuovo format 2.0 del Mag, organizzato da Francesco, ne sono stata subito entusiasta: dovevo partecipare. In pratica ogni sera, in diretta su Instagram dalle 18:00, Francesco accompagna e guida due fortunati nella creazione di un cocktail 100% home made in base a quello che si ha “nella vetrinetta degli alcolici”.

La quarantena ha portato tutti a crearsela o ricrearsela, ed eccoci qui. Tra le mille spezie ed erbe aromatiche che sto coltivando sul terrazzo ho rubato qualche ciuffo di menta, che guarda caso si abbina alla perfezione con la cachaça che avevo nella vetrinetta. Vediamo un po’ come ricrearlo.

Ingredienti e dosi:

Per l’infusione:

  • ½ litro di vino bianco (io ho usato il mio amato Friulano o meglio “Tocai”)
  • 5/6 fragole
  • ¼ ananas
  • ½ pera

Per un cocktail:

  • 20 ml di vino infuso
  • 1 cucchiaio raso di miele
  • ½ limone
  • 6/7 cubetti di ghiaccio
  • 50 ml di cachaça
Il cocktail del venerdì: L’alchimia di Bonazzi

Procediamo:

Lascia in infusione la frutta tagliata a pezzetti (fragole, ananas, pera) nel vino bianco per un giorno intero. Io l’ho preparato la mattina per la sera.

Prendi il tipico bicchiere da Caipirinha e versaci un cucchiaio raso di miele, aggiungi il succo di mezzo limone e stempera con lo stesso cucchiaio (non si spreca niente!).

A questo punto aggiungi 20 ml di vino macerato e stempera ancora. Assaggia sempre e regola in base ai tuoi gusti (se lo percepisci troppo dolce e lo preferisci più acido aggiungi più succo di limone).

Versa una tazzina da caffè (l’equivalente di 45 ml) di cachaça. Mescola per bene in modo da stemperare al massimo la viscosità del miele e infine riempi il bicchiere fino all’orlo con i cubetti di ghiaccio e dai un un’ultima mescolata al tutto.

Il tocco per l’instagrammata: non volendo cascare nella decorazione anni ’90, taglia per lungo tre fettine di fragola e adagiale sul bicchiere appoggiate al bordo e sul ghiaccio. Infine, recedi la cima di un rametto di menta, schiaffeggiala tra le mani due o tre volte (si, hai capito perfettamente), Francesco lo ha chiamato “il classico battito di mani” per depistarmi, ed adagiala in mezzo al bicchiere incastrandola tra il ghiaccio. Sarà il primo incontro con il bicchiere, un profumo incredibile. Et voilà! Cheers e buon weekend a tutti!

Come conservare il vino con la frutta?

Se come me fate una quantità gargantuelica di vino in infusione, lasciate la frutta a macerare per massimo un giorno intero. Filtrate poi il liquido ed imbottigliate, il vino ottenuto dura 3-4 giorni in frigo, se vi dimenticherete la frutta dentro rischierete di bere una sorta di aceto, in quanto dopo circa 24 ore inizia la fermentazione e il risultato non sarà il massimo.

La frutta, dopo un giorno di infusione, avrà assunto un tocco di brio, sarà una buonissima macedonia alcolica!