Per tutti gli sportivi si sa, riprendere i normali allenamenti dopo il lockdown, qualsiasi sia la disciplina praticata, è sicuramente difficile. Questo periodo però non deve essere visto necessariamente come dannoso per la performance sportiva…se in un primo periodo ci sarà sicuramente una perdita della forza o della resistenza, andando avanti col tempo si recupererà e si migliorerà le proprie capacità con una piccola marcia in più rispetto al periodo pre-lockdown.

“mens sana in corpore sana”

I nostri muscoli ed il nostro cervello dopo un lungo periodo con il medesimo allenamento si sentono entrambi poco stimolati, quasi “abituati” allo sforzo. Per quanto ci impegnamo durante un allenamento e per quanto stiamo attenti all’alimentazione necessaria ed alla tecnica di esecuzione, il nostro fisico si abituerà a sforzi crescenti di qualsivoglia natura. Dopo un lungo periodo in cui eseguiamo i medesimi esercizi nel corso di un allenamento, non saremo più stimolati: la nostra muscolatura sarà abituata e non si svilupperà più con la stessa rapidità del primo periodo ed allo stesso modo l’allenamento risulterà noioso e monotono per cui noi stessi, psicologicamente parlando, non saremo per nulla portati a dare la solita energia.

Questo fisiologicamente è utile poiché lo sforzo è una condizione di stress per il fisico ed in questo senso ci adattiamo per non subire più lo stress derivante dallo sforzo stesso, questo ci porterà a fare meno fatica durante l’allenamento ma causerà una condizione di stasi a livello di performance che non ci permetterà di migliorare. Per evitare questo dobbiamo variare il più possibile lo stimolo che forniamo al nostro corpo, cambiando spesso scheda/protocollo di allenamento in modo tale da non permettere al nostro fisico di abituarsi e tenerlo sempre “in allarme” per da garantire costantemente un miglioramento (tramite l’adattamento ad una nuova condizione di stress). Di norma questo “shock” lo otteniamo, come già detto, variando tipologia o modalità di allenamento.

Durante il lockdown, in cui eravamo tutti costretti in casa, l’esercizio fisico è stato sospeso (se non quello confinato alle mura domestiche) poiché c’era un forte rischio di diffusione del virus (per tutti i motivi che abbiamo già visto). Ognuno di noi, chi meglio, chi peggio si è ingegnato con metodi di allenamento alternativi per risolvere la situazione ma, a meno di casi particolari, l’allenamento casalingo non è stato assolutamente paragonabile a quello che di norma pratichiamo. Il nostro fisico quindi si è abituato ad una condizione di calma che bruscamente viene rotta con la ripresa dello sport abituale post-lockdown. Questo shock che noi forniamo al nostro fisico è di grado altissimo, nulla a che vedere con un “banale” cambio di scheda di allenamento ogni 2/3 mesi, ed il nostro fisico risponderà in modo altrettanto ampio. È normale constatare che nel primo periodo la performance è calata di molto, ma è scorretto affermare che ci vorrà tantissimo tempo a riprendere la condizione iniziale. Abbiamo semplicemente messo “in pausa”, per poco più di un paio di mesi (che è un tempo davvero breve, se paragonato ad anni di allenamento che gli atleti hanno alle spalle), la macchina che è il nostro corpo ed ora questa riprenderà di corsa il suo ritmo abituale. La pausa ci permetterà di avere una marcia in più alla ripresa degli allenamenti che ci consentirà di recuperare la condizione iniziale in maniera molto rapida e successivamente migliorarla agevolmente sfruttando il forte shock che questa ripresa comporta.