La bevanda dei pirati

Quando si parla di Rum ci si sente sempre un po’ pirati. Almeno, io si. Uno dei miei sogni è poter innalzare al cielo una bottiglia di rum, ancora intrisa di sabbia bianca appena scovata in un oblò nascosto su un’isola sperduta in mezzo all’oceano e intonare le note della canzone:

«Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto! Il bere e Satana li ha spediti in porto, yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto!»

Pensando al rum mi vengono in mente moltissime ricette, dalle più classiche a quelle più complesse. Per questo venerdì ho deciso di riportarvi la mia preferita in assoluto, probabilmente perché mi ricorda momenti speciali delle estati passate, probabilmente perché è davvero buonissimo nella sua semplicità.

Il rum è uno degli alcolici più apprezzati e con più varianti in assoluto, non è altro che un distillato dalla melassa della meravigliosa canna da zucchero e a differenza di molti altri superalcolici si presta ad essere degusto in purezza, ma se la cava molto bene anche da miscelato. L’acquavite caraibica dei pirati è stata apprezzata da pirati, marinai e anche da Marco Polo, pensate che nasce come alimento, era una parte fondamentale dell’alimentazione giornaliera di coloni, marinai e schiavi caraibici.

In spagnolo viene definita anche Acqua Ardiente, proprio perché inizialmente nella sua versione più grezza non faceva altro che bruciare la gola, la mia Acqua Ridente invece vi farà solo venire una gran voglia di ridere e berne altri tre.

Acquaridente: l’antenato del Mojito

La mia Acquaridente non è altro che una rivisitazione del mitico Canchánchara, un cocktail nato dalla guerra e fatto, dunque, di ingredienti umili, che mettono in luce l’animo del popolo cubano.

È un cocktail corroborante ma sorprendentemente leggero a base di rum, lime, miele, soda e ghaiccio, creato dai combattenti della Guerra dei 10 anni per l’indipendenza Cubana contro la Spagna. Una sorta di ancora alla realtà, permetteva loro di avere la giusta carica per sollevare un macete e combattere per la libertà. Purtroppo, non si conosce il nome del suo ideatore, la ricetta è stata tramandata oralmente di generazione in generazione subendo qualche variazione qua e la, diventando simbolo del villaggio di Trinidad. La ricetta vuole un honey mix al lime, acquardiente, ghiaccio e acqua, la mia versione sostituisce questo ultimo ingrediente con un top di soda per una spinta e sostegno maggiori.

Si, è un cocktail rustico ma dannatamente invitante, servito in quelle meravigliose tazze di terracotta. Immaginatevi di sorseggiarlo sotto un ombrellone di cannette, lentamente, lasciandovi scivolare addosso il tempo che scorre, come le ridenti persone che circondano quel piccolo paradiso terrestre fatto di sabbia bianca e un ritmo caliente.

Niente di complicato, un drink spartano che richiede un rum grezzo, spigoloso che, sapientemente stemperato, si ammorbidisce con la dolcezza degli altri ingredienti.

Il cocktail del venerdì: Acquaridente

Ingredienti e dosi

  • 6 cl di rum grezzo (Don Papa se lo preferite speziato)
  • 1,5 cl di miele
  • 1,5 cl di succo di lime
  • Un top di soda
  • Ghiaccio

Procediamo

La cosa migliore sarebbe quella di preparare l’honey mix al lime il giorno prima, in modo da ottenere un composto intenso: shakerate il succo di un lime con il miele per un minuto abbondante, fino a quando la densità del miele si sarà attenuata mescolandosi perfettamente con l’agrume.

Vi consiglio una tazza di terracotta per godervi al massimo questo cocktail ridente, riempitela di ghiaccio (se preferite, potete tritarlo precedentemente). Versate quindi il mix dolciastro a base di miele e lime, il rum e quindi terminate con un top di soda.

Miscelate bene con l’aiuto di un bar spoon ed il gioco è fatto. Niente di complicato per una bevibilità pazzesca.

Volete più profondità aromatica e un tocco da instagrammata? Ricavate un zest di limone, fategli fare un twist sopra al bicchiere, frizionate sul bordo della tazza e adagiatelo sopra al ghiaccio. Amici buon weekend!

Il cocktail del venerdì: Acquaridente