Esistono vini e vini o, meglio, bollicine e bollicine. Incredibilmente profumati, freschi, dalle sfumature complesse, caratterizzati da metodi di produzione differenti che si districano su tutto il territorio nazionale, tanto che è veramente facile perdersi nel mare magnum di etichette e denominazioni. Abbiamo dunque pensato di darvi una mano ad orientarvi, proprio come una bussola, indicandovi la giusta rotta.

Vantiamo una biodiversità pazzesca in fatto di bollicine, dai colli di Valdobbiadene alla Sicilia, facciamo un po’ di chiarezza con l’aiuto del nostro fidatissimo Francesco Gargiulo.

È fondamentale non cadere nella trappola del paragone con la grande regione francese della Champagne, perché il livello degli spumanti italiani cresce di anno in anno e non ha nulla da invidiare ai “cugini di bolla”, che poi lo Champagne è uno, noi possiamo vantare più zone, più vitigni e quindi una grande varietà e sicurezza: le bollicine sono il vino del momento! Salutiamo l’era del Gewürztraminer e rossi possenti e accogliamo a braccia aperte il momento delle bolle: non si sbaglia mai, che sia per un’occasione speciale, un regalo o un abbinamento, ogni situazione sembra perfetta per lo spumante! Ma cosa comprare?

Sorsi di-vini: Bollicine Made in Italy

Metodi di produzione e principali denominazioni

  • Metodo Classico. Parliamo di rifermentazione in bottiglia, ovvero l’aggiunta di zuccheri e lieviti selezionati direttamente in bottiglia a un vino base fermo. Più anni passa a contatto con le fecce (lieviti esausti) più elegante, complesso e profumato diventa. Si parla di sboccatura del vino quando si procede all’eliminazione dei residui di questo processo di fermentazione per garantire un prodotto finale limpido e puro. In Italia le denominazioni che hanno più rilevanza sono sicuramente Trento Doc, Franciacorta Docg e l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg. Tra le bollicine alternative citiamo degli interessanti metodi classici di Lambrusco
  • Metodo Charmat. Presenta un principio simile a quello del metodo classico, ma la tecnica di rifermentazione avviene in autoclavee il contatto con le fecce è molto più breve. Il sorso è molto immediato, facile e i profumi sono fruttati. In Italia il vino maggiormente in circolazione prodotto con questo metodo è il Prosecco.
  • Metodo Ancestrale. Si tratta di una via di mezzo tra i due metodi precedenti: il vino rifermenta in bottiglia, ma non vengono eliminate le fecce, il risultato finale è un vino torbido, con sentori di frutta matura e lieviti, una struttura molto complessa. Parliamo dei cosiddetti vini “col fondo”, che vengono degustati smuovendo la bottiglia per rimettere in circolo i lieviti per poi attendere che si depositino sul fondo. In Valle d’Aosta segnaliamo uno spumante prodotto da uva a bacca rossa Gamay.