Siamo andati alla scoperta di un terroir vitivinicolo molto interessante e senza dubbio affascinante. Andiamo in provincia di Livorno a Bolgheri, una realtà produttiva da cui provengono alcuni dei vini più ricercati e famosi del mondo. Un territorio dalla storia tormentata, dobbiamo pensare che nell’alta maremma un tempo c’era la palude, che rendeva questo luogo inospitale e malsano da cui tutti fuggivano. Un luogo che ha avuto bisogno di una spinta e grandi personaggi per arrivare ai livelli di adesso. Tra i primi che iniziarono a lavorare la terra, a crederci e scommetterci fu proprio Michele Satta. Dimostrando che non solo questa era una zona vocata ma che si poteva ricavare un prodotto che poi sarebbe diventato uno tra i migliori al mondo, con una qualità sorprendente. Vini morbidi, con strutture importanti e tannini setosi. Parliamo di un vino che ha alle spalle il respiro del mare: la macchia mediterranea.

Ho chiamato dunque Giacomo per raccontarci un po’ l’esperienza della sua famiglia in questo splendido territorio. 

Sorsi di-vini: Bolgheri e i vini di Michele Satta

Michele Satta, originale di Varese, arriva un po’ per caso a Castagneto Carducci e sempre per caso incrocia una proposta di lavoro da parte del proprietario di una fattoria del luogo.

Dopo qualche anno decide sull’onda di una passione sconfinata di mettermi in proprio e prende in affitto vecchie vigne e relativa vecchia cantina. Nell’83 la prima vendemmia e da quel giorno una storia che è cresciuta passo passo assieme alla storia di Bolgheri (anno di fondazione della DOC di Bolgheri è il 1984).

Lo affianca in questa avventura la moglie Lucia che, insieme a due di sei figli, Giacomo e Benedetta, partecipano in prima persona curiosi ed appassionati sulla strada della tradizione e lo sguardo rivolto al nuovo inizia il cammino della seconda generazione!

Sorsi di-vini: Bolgheri e i vini di Michele Satta

L’Azienda Michele Satta

L’Azienda nasce nel 1983, anno precedente alla fondazione della Doc di Bolgheri che vede Michele, infatti, tra i suoi primi protagonisti.

Nel 1991 pianta il primo vigneto con la coscienza di voler produrre un vino che potesse essere fedele alla scia tracciata da Sassicaia e Ornellaia, ma anche alla sua personale visione ed esperienza di vigna. Da qui l’esigenza di affiancare al Cabernet Sauvignon e al Merlot le uve che ritenevo potessero esprimere ancor meglio il terroir mediterraneo di Bolgheri: Sangiovese e Syrah.
Nasce così Piastraia che, con la vendemmia 2012, dopo più di 15 anni dal primo imbottigliamento (la prima etichetta è del 1994), viene promossa alla menzione “Bolgheri Superiore”. Questo vino dunque è collocato nella breve ma prestigiosa storia di Bolgheri tra i pionieri.

Oltre a Piastraia ed ai classici Bolgheri, tra cui l’altro Superiore “I Castagni”, cru dell’omonimo vigneto, ha deciso di produrre dei vini che fossero l’espressione di singoli vitigni: “Cavaliere”, 100% Sangiovese; “Syrah” 100% Syrah e “Giovin Re”, 100% Viognier.

Sicuramente controtendenza, Michele ha guadagnato la reputazione di un produttore originale a Bolgheri, ma anche di esploratore. E’ stato, infatti, il primo a portare in questa terra Syrah, Teroldego, Viognier, a vinificare Vermentino e Sangiovese in purezza.

“Ciò che più mi sta a cuore, è esprimere l’unicità di questo affascinante prodotto che nasce da un territorio ben preciso, da un vigneto ben preciso e da un uomo che si mette in relazione con essi.”

Nell’azienda, a conduzione familiare con dimensionamento stabile di 24 ettari, producono attualmente 150.000 bottiglie ottenute tutte da uva di produzione propria.

Sorsi di-vini: Bolgheri e i vini di Michele Satta

Degustiamo GiovinRe IGT, Viognier 100%, annata 2017

Michele Satta è un personaggio vulcanico, che ama sperimentare e proprio grazie a un’ intuizione nasce il “Giovin Re”, Toscana Bianco IGT realizzato con uva Viognier in purezza. Assaggiando l’uva in vendemmia e trovandola straordinariamente aromatica, Michele decise di dedicare un’etichetta specifica a questa varietà, che da allora, anno dopo anno, conferma il suo valore. L’uva è raccolta a piena maturazione, e il mosto fermenta in barrique vecchie, senza svolgere la malolattica, per poi essere filtrato e imbottigliato. Un bianco che si merita più di un assaggio, da cui emergono la forza creativa e la voglia di innovare di Michele.

Annata 2017

Possiamo notare come l’annata 2017 si sviluppa nel bicchiere con una tonalità dorata, molto affascinante alla vista.

Interessante il naso, dove note di frutta matura si alternano a sentori floreali e leggeri tocchi speziati, derivanti dal passaggio in legno del vino durante la maturazione.

Al palato si percepisce un corpo pieno, armonioso, con un sorso che si muove in perfetto equilibrio gusto-olfattivo.

MICHELE SATTA

CANTINA

Località Vigna al Cavaliere, 61

Castagneto Carducci (LI) – 57022

Tel. +39 0565 763 613
www.michelesatta.com