Nato come festività nazionale inglese nel 1990, il National Kiss Day si celebra il 6 luglio di ogni anno.  In realtà, esistono molte altre giornate dedicate a questo gesto così intimo e importante: il 13 aprile, il 22 giugno negli Stati Uniti, il 13 febbraio in India e il 23 maggio in Giappone.

“Mi ha accarezzato i capelli e il mio cuore ha martellato così forte che ho pensato: se mi bacia muoio. Purtroppo, mi ha risparmiato” – Stefano Benni

I baci hanno ispirato film e poesie, canzoni e opere d’arte. Fanno parte di noi dal primo momento in cui veniamo al mondo, quando ancora non sappiamo che in media ne daremo circa 100.000 nella nostra vita. Le culture sul bacio sono molto diverse e sicuramente non conosciamo tutte le sue sfumature. Ecco a voi 10 curiosità:

Gli effetti benefici

Il bacio aumenta i livelli di dopamina, il mediatore delle sensazioni positive, ma non solo! Infatti, baciarsi aumenta anche le endorfine, molecole del benessere, e la produzione di serotonina, neuromediatore della felicità. Baciare stimola l’ipofisi, mediatore della fiducia, e determina la caduta dei livelli di cortisolo, mediatore dell’allontanamento e del sospetto.

Altri baci nel mondo

Quando ci si incontra in Francia si danno 2, 3 o 4 baci. In Italia ci si bacia sulle guance, anche in Germania, ma senza esagerare. In Sudan non ci si bacia perché la bocca è la finestra dell’anima e un bacio la può rubare. In Giappone il bacio avviene solo in forma privata e in Egitto i baci sono proibiti, in quanto vengono considerati come un preliminare sessuale.

Il bacio hongi

Conosciuto come il tradizionale saluto Maori, questo bacio corrisponde al nostro bacio sulle guance. Viene fatto premendo contemporaneamente la fronte e il naso contro quelli della persona che si intende salutare. Con lo scambio di questo saluto, si considera la persona come un appartenente al proprio popolo.  Il nome deriva da Ha, termine che indica il soffio della vita, legata allo scambio del soffio vitale tra persone che accade quando si compie questo gesto.

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Il bacio kunik

Il kunik è il famoso bacio Inuit che prevede lo strofinare dei nasi con gli occhi chiusi. Non è considerato un gesto romantico, infatti esprime affetto tra famigliari e cari, rappresentando un atto di grande amore e fede nei confronti della persona a cui viene fatto.

Il bacio più antico

La più antica testimonianza di un bacio sulla bocca risale a 3500 anni fa in un testo scritto in sanscrito, lingua indiana.

I baci nella storia

Nell’antica Grecia e nell’antica Roma, i baci venivano scambiato soprattutto tra uomini dello stesso sesso per mostrare rispetto e ammirazione. Nelle poesie di Catullo, però, compare anche l’aspetto più romantico di questo gesto, legato alla sfera della sessualità.

“Tu dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille, e quindi cento,

quindi mille continui, e quindi cento. E quando poi saranno mille e mille

nasconderemo il loro vero numero, che non getti il malocchio l’invidioso

per un numero di baci così alto”.

Il bacio nel mondo animale

Gesti d’affetto assimilabili ai baci li ritroviamo anche nel mondo animale. In particolar modo i bonobo, primati della famiglia degli ominidi, usano spesso il bacio per risolvere i conflitti all’interno dei loro gruppi. Ciò che appare interessante è che questa è l’unica specie, oltre a quella umana, a praticare il bacio alla francese.

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Baci e salute

Forse non lo volevate sapere, ma la nostra saliva contiene circa cento milioni di batteri al centimetro cubo; la maggior parte dei quali, però, non sono pericolosi.  La saliva ospita, infatti, anche la nostra riserva interna di batteri buoni per cui lo scambio che avviene quando ci si bacia stimola il sistema immunitario, aumentando gli anticorpi.

La paura di baciare

La philemaphobia è il termine che indica la paura di baciare. Chi soffre di questa fobia vede il bacio come una dimostrazione disgustosa e grottesca di affetto. Non esiste una causa nota, ma la genetica e il proprio ambiente possono svolgere un ruolo significativo nello sviluppo di questa condizione.

XOXO

David Jacobson afferma che “durante il Medioevo molte persone non sapevano leggere o scrivere e quindi, quando firmavano documenti importanti, disegnavano una X, all’epoca usata come abbreviazione della parola Cristo (la X è la prima lettera greca del nome di Cristo), che avrebbero poi baciato, per riverenza”. La lettera O simboleggia, invece, l’abbraccio.