I vari formati di bottiglie da vino esistenti attualmente in commercio variano per forme e colori, ognuno corrisponde a un significato ed uso differente e soprattutto deriva da una storia ricchissima.

Anche se oggi siamo abituati al verto come materiale di produzione, in realtà è una scelta piuttosto recente, anche se i contenitori di vetro esistono da secoli. Infatti, almeno fino al 1650, si trasportava il vino in grandi botti di legno vista la fragilità del vetro, fino allo studio di alcuni maestri vetrai che sperimentarono nuove e diverse tipologie di vetro più resistente, dando anche nuove forme che presto si diffusero sul mercato (grazie soprattutto alla diffusione dei tappi in sughero).

L’utilizzo del vetro per la conservazione del vino è un fattore fondamentale per mantenere le qualità organolettiche intatte, inoltre i colori sono fondamentali per la tipologia da conservare: se il vino è giovane ed è di pronta beva l’ideale è una bottiglia in vetro trasparente, mentre per i vini destinati all’invecchiamento si predilige un vetro scuro, in modo da preservarli dalla luce.

Sorsi di-vini: Bottiglie, formati e curiosità

Tipologie di bottiglie: nomi e forme

La produzione industriale partì verso la fine dell’800, ciascuna regione aveva una tipologia tradizionale di bottiglia, questo ha comportato differenti formati e colorazioni che si adattavano meglio alla conservazione e servizio del vino prodotto. Per questo motivo la forma della bottiglia è legata al luogo di origine e spesso ne porta il nome.

Abbiamo visto insieme al nostro digital sommelier Francesco Gargiulo le principali tipologie presenti in commercio:

  • Bottiglia Bordolese: nasce a Bordeaux ed è la più diffusa in commercio. Si presenta standard con una spalla pronunciata (che aiuta a tenere separati eventuali fondi che si accumulano durante l’affinamento) e a spalla alta per un’evoluzione estetica.
  • Bottiglia Champagnotta: utilizzata soprattutto per spumanti medoto classico o Chamapgne, presenta un vetro spesso in quanto deve resistere alla pressione dell’anidride carbonica disciolta nel vino. Una variante è la bottiglia Champagne Cuvée con una base più allargata e un collo più lungo, più scomoda da impilare ma più maneggevole nel servizio.
  • Bottiglia Renana (a Alsaziana): proveniente dall’area vinicola del Reno in Germania, è adatta per la conservazione di vini bianchi per la sua forma conica/cilindrica allungata e affusolata.
  • Bottiglia Borgognotta: si presenta di colore verde, con una forma cilindro-conica, nasce per la conservazione dei grandi vini della Brogogna, oggi utilizzata indifferentemente per rossi e bianchi.
  • Bottiglia da Porto: storicamente nasce nella penisola iberica, viene usata tendenzialmente per vini liquorosi come il Porto e lo Sherry. La potete trovare di colore verde, marrone o nero.